Taglio riscaldamenti scuole, Prencipe: “Emergenza annunciata prima della spending review; l’Amministrazione ha scaricato sulla scuola il peso della crisi finanziaria”

30.11.2012

“Studenti, docenti e personale amministrativo con cappotti e sciarpe per evitare di battere i denti in aule e uffici freddi e con un occhio al meteo per sperare che ci sia il sole e non nevichi. Era proprio inevitabile?”. Il capogruppo del Partito Democratico Antonio Prencipe interroga pubblicamente il presidente della Provincia Antonio Pepe e l’assessore al Bilancio Raffaele Di Ianni su “le motivazioni che hanno indotto a ridurre brutalmente il riscaldamento nelle scuole ed a provocare scientemente disagi a migliaia di persone”. “Le difficoltà finanziarie della Provincia, come di tutti gli Enti locali, ci sono note e in più occasioni abbiamo condiviso con la maggioranza le preoccupazioni per l’operatività dell’Amministrazione provinciale e le iniziative di protesta verso le decisioni del Governo – continua Prencipe – ma poi tocca alla politica scegliere come realizzare i risparmi necessari a far quadrare i conti. Gli studenti, i docenti e gli altri dipendenti delle scuole hanno il diritto di sapere a quale servizio o attività sono destinati i soldi risparmiati sulla bolletta del gas. L’Amministrazione provinciale non può nascondersi dietro la spending review o lo spettro del mancato pagamento degli stipendi; peggio ancora se gli assessori dichiarano che nelle casse ci sono fondi destinati a non meglio precisati obiettivi amministrativi. L’allarme sul taglio alle spese per il riscaldamento delle scuole fu lanciato dall’assessore al Bilancio Matteo Cannarozzi De Grazia mesi prima dell’adozione della spending review, dunque l’Amministrazione provinciale non è stata in grado di fronteggiare un’emergenza annunciata. Anzi, ha sostenuto che l’aumento dell’addizionale sulla RC auto e dell’IPT avrebbe messo al riparo il bilancio da ogni rischio. La realtà dimostra l’esatto contrario e l’Amministrazione ha deciso di scaricare sulle già malmesse scuole la gran parte del peso della crisi finanziaria – conclude Antonio Prencipe – ancora una volta sfuggendo al confronto con il Consiglio e con i soggetti direttamente interessati, ai quali non resta che indossare cappotti e cappelli per ripararsi dall’assenza di idee e capacità dei loro amministratori”.

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