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Un piano di comunicazione per l’Asl: la richiesta del consigliere IdV Massimo Colia in Consiglio Provinciale

25.02.2012

Nel Consiglio Provinciale, riunitosi il 20 febbraio, che ha approvato all’unanimità il documento prodotto dalla Commissione speciale ‘Diritto alla Salute’, istituita il 18 luglio 2011, è intervenuto Massimo Colia, capogruppo IdV a Palazzo Dogana, con la richiesta alla ASL provinciale, di dotarsi di un piano di comunicazione aziendale. “A parer mio, con il Piano di rientro sanitario, il Governo regionale, seppur stretto nella morsa dei vincoli del governo nazionale, non ha considerato la dimensione dei reali bisogni dei cittadini” ha affermato Colia “e solo tardivamente ha avviato il metodo della partecipazione, della concertazione e dell’ascolto delle comunità locali e dei suoi rappresentanti istituzionali. Così facendo, ha evitato quello che era l’unico metodo per garantire una traduzione equa e più realistica degli interventi da assumere con il Piano di rientro. I rappresentanti istituzionali delle diverse realtà venivano informati della chiusura di ospedali esistenti sul loro territorio e allo stesso tempo della conversione degli stessi tramite strutture ed interventi socio-sanitari e di medicina territoriale, che non si sono mai concretizzati né progettati. Le nostre ASL non hanno mai brillato per efficienza, tant’è che la ASL provinciale non si è ancora dotata di un piano di comunicazione aziendale, pur basando la propria esistenza su un intreccio di relazioni interne, esterne (tra i vari professionisti, tra cittadini e operatori) e trasversali (tra l’azienda e le altre realtà della Pubblica Amministrazione, ma anche verso il terzo settore e le aziende private). Tutti questi scambi si basano su interazioni comunicative che non possono essere improvvisate, né limitate alla pubblicità sulle circolari o sui giornali, ma necessitano di uno schema di riferimento, un modello a cui ispirarsi, un piano che presenti obiettivi, strategie e sistemi di valutazione. Si deve quindi pianificare la comunicazione per migliorare l’accesso ai servizi e trasformarlo in accoglienza, ponendo il cittadino al centro del servizio”. “Si deve guardare alla personalizzazione e alla umanizzazione delle prestazioni e l’ascolto deve essere il primo strumento di comunicazione. Queste sono solo alcune delle mete a cui dovrebbe tendere l’azienda sanitaria e la comunicazione è una leva strategica per il passaggio da un’organizzazione che si occupa di sanità ad una che ha cura della salute dei cittadini. Tutto questo ad oggi non è stato fatto e da qui è nata l’esigenza di istituire la commissione sanità a livello provinciale, che ha avuto modo di ascoltare il territorio, ha sopperito alla mancanza del processo partecipativo, dando vita ad un documento, sintesi delle esigenze e delle aspettative della nostra comunità”, ha concluso Colia.

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