Abolizione Province, Prencipe: “Maggioranza assente quando c’è dissenso verso il Governo” Campo: “Non ha senso discutere di collegi se Berlusconi vuole cancellarle nel 2012”

29.10.2011

“L’assenza in Aula della maggioranza, politicamente omogenea a quella parlamentare, ha ulteriormente svilito un dibattito già privo di significato a causa dell’arrogante confusione politica e istituzionale del Governo”. E’ il commento di Paolo Campo, segretario provinciale del Partito Democratico, all’interruzione della seduta del Consiglio provinciale, per mancanza del numero legale dei consiglieri, prima del voto sulla proposta di riperimetrazione dei collegi per l’elezione dei futuri componenti l’Assise. “Vista la riduzione dei consiglieri da 30 a 12 e il trend negativo del centrodestra, per gli assenti tra i banchi della maggioranza potrebbe essere venuto meno ogni interesse ad impegnarsi in un’azione di governo del territorio già di per sé ai minimi termini – aggiunge Antonio Prencipe, capogruppo del PD – o, forse, non si è ancora appianato lo scontro tra la Destra e l’UdCap sulle modifiche allo Statuto della Scuola di Pubblica Amministrazione ‘Francesco Marcone’. Quali che siano le ragioni delle assenze, ciò che conta è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità della maggioranza di svolgere il proprio ruolo e, nel caso specifico, di affermare il dissenso politico verso alcune scelte del Governo Berlusconi con atti formali e non con affermazioni retoriche”. “Non ha senso discutere la composizione dei collegi elettorali quando il presidente del Consiglio si è impegnato, in sede europea, a cancellare le Province entro la fine del prossimo anno – aggiunge Campo – Prima di mobilitare gli uffici e spendere risorse pubbliche, il Governo deve chiarire ai cittadini cosa intende fare, perché intende farlo e quali sono gli obiettivi. Nel caso delle Province, in gioco non c’è il destino politico dei consiglieri e i presunti privilegi della casta, ma l’assetto istituzionale dello Stato e la rappresentanza democratica dei territori: materie che non possono essere affrontate solo orientandosi con la bussola finanziaria. Anche perché – conclude Paolo Campo – non è certo tagliando consiglieri e assessori provinciali che si tappano i buchi del malgoverno berlusconiano”.

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