Donne in Gioco 3.0

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03.06.2019

Nella Sala del Tribunale a Palazzo Dogana la si è tenuta la 14ma tappa del convegno scientifico interattivo Donne in Gioco 3.0, ideato dalla giurista informatica Elena Luviso; Donne in Gioco, dichiarato già dal 2016 Primo Gioco Europeo Sperimentale Pedagogico sulla storia delle donne in chiave giuridica, storia, politica, ha già ricevuto numerosi premi, altri sono in itinere e approda a Foggia come 14 tappa La Cultura in movimento,dal titolo Donne in Gioco 3.0 e Violenza Le Madri della Repubblica raccontano,dopo aver debuttato in altre città italiane, soprattutto a Roma, in diverse sedi istituzionali, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. Il Progetto complessivo, ideato da Elena Luviso, articolato in segmenti e contenuti diversificati, è legato dal denominatore comune di una alfabetizzazione di genere e dialogo intergenerazionale, accentuando di volta in volta aspetti differenti della storia relazionale fra i generi, a partire dalla Costituente fino ai nostri giorni. A Foggia, in particolare, è stato approfondito il complesso nodo storico e politico delle 21 Madri della Repubblica, visivamente raffigurate nelle Carte Parlanti; le pareti del grande Salone della Provincia erano infatti costellate dalle Carte Giganti e Parlanti: imperavano le 21 Costituenti. A introdurre le donne che insieme a più di 500 uomini elaborarono il testo costituzionale, tutte di diversa estrazione politica e formazione culturale, alcuni pannelli che illustrano il periodo storico con le caratteristiche politico istituzionali; inoltre, una mappatura geografica rende immediatamente visibile la loro presenza sul territorio italiano. Particolarmente gradito alle generazioni più giovani che amano ascoltare oltre che dare attenzione alle immagini, e alle persone con difficoltà visive, il QRCode visibile sulle Carte parlanti, che consente di sentire dalla voce delle numerose donne che hanno partecipato volontariamente e gratuitamente al Progetto ciò che narra la Carta, diventando così una Carta Parlante e multimediale. A completamento delle 21 grandi carte, il manifesto storico, ideato da Elena Luviso, che ha attualizzato e trasformato il manifesto apparso nel 1948 su <>; la versione odierna ripropone le 21 Costituenti con volti non più in bianco e nero, curati dal giovane artista, anch’esso di San Giovanni Rotondo, Louis Antonio Palumbo, e una biografia più aggiornata; le Autrici, Elena Luviso, Livia Turco e Fiorenza Taricone hanno inoltre, in calce ad ogni Costituente, evidenziato tre voci: Potere, Testimonianza di legalità e Violenza, specificandone il significato per ognuna di loro. Evidentemente non tutte hanno gestito un potere economico, ma certamente un potere culturale, politico, e anche imprenditoriale. Tutte sono state con la loro vita, testimoni attive di legalità, e la violenza le ha accompagnate non solo durante la guerra ma anche dopo, senz’altro meno visibile, ma presente. Quest’ultima era il filo conduttore appunto di Donne in Gioco 3.0, e tanti sono stati gl’interventi e le testimonianze che hanno ricollegato violenze di ieri e di oggi. Il Manifesto è stato raccomandato per il suo valore formativo a tutte le scuole di ogni ordine e grado dalla Ministra Valeria Fedeli, nel suo passato incarico, che ha anche aperto i Saluti dopo quelli istituzionali con un video messaggio rivolto alla capicità della giurista di perseguire con gran tenacia attrarverso l’alternanza dei metodi tradizionali a quelli digitali per una trasmissione storico politica giuridica quale dono alle nuove generazioni. E’ bene ricordare brevemente per la migliore comprensione di chi legge, che il debutto del Progetto Madre educativo/formativo Donne in Gioco, si è concretizzato in una scatola di carte da gioco edito da Modiano in occasione del 70° del voto delle Donne, 2016; le carte di formazione e al contempo carte da collezione avevano come soggetto 46 ritratti e carte biografiche femminili di donne che hanno contribuito alla crescita qualitativa della Repubblica, dal 1946 a oggi, in campi diversi: politica, arte, scrittura, economia, diritto, imprendotoria. La scatola di Donne in gioco è costituita da due mazzi di 46 Carte ognuno, da un alfabeto, un timer e 2 dadi, da un Regolamento e da una sintesi delle leggi che negli ultimi 70 anni hanno cambiato il volto dell’Italia. Il 1° mazzo è costituito da 46 Carte pittoriche, ognuna con il volto di una personaggia, disegnato da un gruppo di giovani artiste/i, successivamente elaborato graficamente. Ogni singola carta pittorica presenta quattro pittogrammi, ovvero tre indizi che portano ad identificare l'identità della personaggia; una volta individuata, la Carta d’Identità del secondo mazzo comprende il foto ritratto biografico e il focus della personalità. Il secondo strumento culturale del Progetto, il libro multimediale Donne in Gioco e Legalità 2.0, edito da Gangemi, si è arricchito di alcune delle Madri della Repubblica e di personalità femminili che in diversi settori, con la loro competenza, hanno contribuito al meglio alla vita sociale, culturale, economica e scientifica della Repubblica fino ai giorni nostri. Il testo ripercorre da un lato lo spirito e i principi della Costituzione, promulgata nel gennaio del 1948, dall’altro mette in luce in modo originale e innovativo un legame fra le donne citate, introducendo, oltre al concetto di potere, anche il concetto di legalità, che ha contraddistinto il loro operato. Per testimonianze di legalità, s’intende aver operato e vissuto, mettendo in pratica i principi di trasparenza e onestà. Nella prima parte di questo libro definito magico per la presenza di 2 App e di caratteristiche multimediali, sono presenti 46 Carte pittoriche che si possono ritagliare per giocare e collezionare, mentre nella seconda parte sono presenti altre 24 donne, espressione identitaria delle diverse realtà territoriali italiane. La mappatura geografica delle Carte Parlanti presenti al Convegno ricordava proprio come tutta l’Italia sia stata e sia ancora tutta da scoprire: molte donne attendono di essere giustamente valutate per ciò che hanno dato alla comunità e al Paese intero. Gli obiettivi del Gioco sono stati fin dall’inizio sono molteplici: avvicinare le giovani generazioni a figure-chiave femminili della storia più recente, e quindi a una genealogia di modelli femminili, la cui conoscenza non è sufficientemente diffusa. Stimolare la valutazione critica delle differenze fra un modello e l’altro, individuando la permanenza di stereotipi, sia lessicali che comportamentali. Approfondire la conoscenza della Costituzione, ritenuta una delle migliori del mondo, ma ancora poco nota. Al Progetto hanno dato immediata credibilità, firmando le carte biografiche, e hanno supportato gratuitamente, nomi noti e meno noti al grande pubblico: politiche, universitarie, accademiche, professioniste, attrici, giornaliste, rappresentanti di associazioni, come Letizia Battaglia, Maria Elena Boschi, Silvia Costa, Elena Marinucci, Livia Turco, Maria Pia Garavaglia, Fiorenza Taricone, Mirella Ferlazzo, Enrica Bonaccorti, Daria Colombo, Lella Costa, Maria Rosaria Emma Judice, Pietro Nocita, Valeria Fedeli, Ginevra Conti Odorisio, Daniela Carlà, Elena Gentile, Anna Scalfati, Valeria Palumbo, Graziella Falconi, Maria Teresa Morelli e tantissime altre donne. Naturalmente di tutto questo complesso background al Convegno Donne in Gioco 3.0 I volti della violenza. Le Madri della Repubblica raccontano, è stata fatta quando possibile una sintesi dalle due moderatrici principali dell’incontro: la stessa ideatrice Elena Luviso e la professoressa Fiorenza Taricone, che ha seguito fin dagli inizi la nascita e lo svolgimento del Progetto. Tutte le autorità politiche e istituzionali hanno salutato la manifestazione, visibile in diretta streaming per Eurocomunicazione: per il neo Prefetto, Raffaele Grassi, la giovane vice Prefetta aggiunta Caterina De Mutiis, che ha sottolineato come le donne nelle carriere prefettizie siano ormai numerose; il Questore rappresentato dalla Commissaria Alfonsina De Sario; per il Presidente della Provincia, Nicola Gatta, la Consigliera e vice Sindaca di Apricena, Anna Maria Torelli; saluti augurali sono stati rivolti alla manifestazione anche da Lucia La Torre in rappresentanza della ConfCommercio, da Angelo Michele Corbo, Presidente del Rotary Club di Foggia, e da Pasquale Bonni per la Fondazione Buon Samaritano, la cui attività a favore delle vittime di usura si collegava perfettamente sia al tema della legalità che della violenza. Oltre alla moderatrice Fiorenza Taricone, ordinaria di Storia delle dottrine politiche all’Università di Cassino e Lazio Meridionale, a introdurre Maria Rosaria Emma Judice, per il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine Forense di Foggia e la dott.ssa Claudia Cammeo Emmaus. L’ospite d’onore della ideatrice una delle più importanti giuriste informatiche, tra le relatrici particolarmente gradite sono state la Senatrice Elena Marinucci, anch’essa estimatrice e presenza costante di Donne in Gioco, fondatrice in Italia della Commissione nazionale parità, negli anni Ottanta e l’antropologa Gioia Longo, fondatrice fra l’altro, del Tribunale 8 marzo. Ha aperto il video di Donne in Gioco realizzato in occasione dell’evento Nazionale per spiegare alla platea in sintesi scopi applicativi e finalità sia degli strumenti culturali, figli del progetto Madre. L’assenza “assordante” della già Presidente, per la Consulta Femminile del Comune di Foggia perché da lei tanto desiderata e tanto voluta, è stata colmata e rappresentata in maniera egregia, ma dalla duplice veste in quanto componenti della stessa da Alfonsina De Sario, Lucia La Torre, Maria Rosaria Juidice, in particolar modo prechè presenti al debutto ufficiale di questo struemnto educativo formativo nel 2017 alla Sala della Regina Camera dei Deputati.
La Senatrice Assuntela Messina,  che ha rafforzato l’iniziativa e sostenuto l’ideatrice a proseguire riconoscendo una enorme energia e grande senso di  squadra reale e non fantomatico.
Il messaggio della Consigliera Nazionale Franca Bagni Cipriani, complice di un lavoro di squadra che uno degli elementi del progetto educativo- formativo proatgonista della XIV tappa foggiana. In ottica perfettamente intergenerazionale, hanno aperto gl’interventi Stefano Pio Foglia, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Foggia e Claudia Foglia, la giovane figlia avvocata civilista, in un incantevole duetto generazionele, che ha ricordato la necessità di una cultura dei diritti e la loro consapevolezza. Claudia Cammeo, Psicologa e Psicoterapeuta, ha invece rammentato ai presenti la nascita del primo embrione del progetto Donne in Gioco, avvenuto in coincidenza dei primi mesi di vita di suo figlio e quindi, le discussioni fortunose con Elena avvenute nei locali dotati di postazioni internet. Ma ha anche ricordato come di lì a breve più di dieci donne immigrate con figli sarebbero state sfrattate dal centro in base alla normativa recente, e mentre gli uomini avrebbero trovato sistemazione, per le donne invece non era prevista alcuna sede. Sul finire, l’interessante intervento del prof. Luigi Cipolloni, medico legae dell’Universtà di Foggia che ha ricordato come il lavoro autoptico nei casi di violenze di genere sia molto lontano dai processi mediatici. Altro messaggio molto forte della Senatrice Mariapia Garvaglia “per portare avanti le imprese bisogna impegnarsi, essere costanti e sostenere economicamente il progetto perché per lasciarlo libero è stato ed è non a scopo di lucro. Necessita un impegno da parte di tutti noi donne, uomini e istituzioni per farsì che segua i suoi processi evolutivi. Investire con le proprie energie, economicamente significa riuscire a ricostruire con un metodo estremamente innovativo la nostra storia non scritta e/o scritta in maniera frammentaria. I convegni interattivi sono dei punti di partenza e non di arrivo come li considera la nostra cara cybernetica Elena. Occorre diffonderlo non solo sostenerlo per proprie kermasse. Dalla citazione della Pres. Fondazione Iotti on. Livia Turco sono carte da giocare rimanendo in tema con estrema serietà; come gli altri struemnti ovvero i figli e le figlie del progetto Madre, Donne in Gioco 3.0 e Violenza. Le Madri della Repubblica raccontano. Partire dalla violenza che hanno subito e su cui hanno lavorato per poi arrivare alle forme di violenza attuali è una sfida culturale che in squadra dobbiamo portare avanti e il costante confronto generazionale che ci propone la Elena Luviso richiama grande forza e grandi sinergie di squadra. Sempre stimolanti gl’interventi dei giovani studenti e delle studentesse del Liceo Classico Lanza, del Liceo Artistico Perugini e dell’Istituto Professionale Enaudi, attenti e interessati; alcuni di loro si sono avvicendati per leggere a turno nomi, cognomi e date delle Costituenti. Un plauso finale sincero all’ideatrice Elena Luviso, che arricchisce l’elenco delle personagge passate e presenti che hanno dato lustro alla città di Foggia, dopo il debutto dell’8 maggio 2019 al Senato di Donne in Gioco 6.0.

Gisella Corsetti
Gialuigi Maccardi











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