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Stalking, un approccio multidisciplinare Poche ancora le denunce. Colasanto: “Attiviamo buone prassi”

foto rappresentativa della notizia

17.11.2017

Si stima che il 21,5% delle donne fra i 16 e i 70 anni abbia subito comportamenti persecutori da parte di un ex partner nell'arco della propria vita. La restante parte della popolazione sfiora il 10%. La percentuale è fornita dall'Istat nella pubblicazione del novembre 2016, riferita all'anno 2014. Sempre nel 2014, le vittime di stalking da parte di ex partner sono state 147mila; da parte di altre persone 478mila. Di queste ultime, 5258 persone hanno subito comportamenti persecutori nell'ambito di lavoro, da parte di colleghi o datori di lavoro. Secondo statistiche recenti, infatti, le tipologie di stalking sono agite nel 55% dei casi nelle relazioni di coppia; nel 25% si tratta di condomini; il 15% sul posto di lavoro, il restante 5% in famiglia tra figli, fratelli e genitori. Accanto a queste cifre, c'è poi quella, più preoccupante, riferita alle denunce: secondo l'Istat, ben il 78% non si è rivolta ad alcuna istituzione, né ha chiesto aiuto a servizi specializzati; solo il 15% si è rivolto alle forze dell'ordine; il 4,5% ne ha parlato con un avvocato; l'1,5% ha cercato aiuto presso un servizio o un centro antiviolenza. “Numeri che rendono evidente la necessità di parlare il più possibile di questo argomento, per imprimere nelle vittime o potenziali tali un cambio di mentalità rispetto al fenomeno, che va denunciato, se è vero che il 30% dei carnefici -altra cifra drammatica- è recidivo”. La consigliera di parità della Provincia di Foggia, Antonietta Colasanto, ha così spiegato le ragioni del seminario di studio svoltosi ieri a Palazzo Dogana sul tema “Stalking: un approccio multidisciplinare” promosso dall'Ufficio di Parità, al quale ha preso parte, tra gli altri, il noto criminologo Andrea Feltri. “L'obiettivo – ha continuato la consigliera di parità- è quello di provare a mettere in campo una campagna di sensibilizzazione permanente al fine di accrescere la consapevolezza delle donne e degli uomini, offrendo loro strumenti utili per riconoscere la violenza sin dai primi segnali”. Di “persecuzione del ventunesimo secolo” ha parlato invece il prof. Andrea Feltri, per il quale “il fenomeno definito stalking è sicuramente una piaga sociale, un problema relazionale che si sviluppa in modo particolare all'interno di una coppia, dove si cristallizzano due componenti: una vittima e un carnefice. Da questo punto di vista è fondamentale – ha dichiarato il criminologo- intervenire su entrambi gli attori”. “Pur essendo residuale, lo stalking occupazionale produce situazioni patologiche e disfunzioni del clima organizzativo” ha evidenziato Barbara Bagante, presidente del centro anti-mobbing di Padova, il cui intervento si è concentrato invece sulle azioni persecutorie in ambito lavorativo, sulla differenza tra mobbing e stalking e su cosa fare nel caso ci si scopra vittime di simili situazioni. La dott.ssa Lara Vinciguerra, presidente di APS Logos Foggia, ha invitato a fare attenzione ai linguaggi. “Nelle relazioni umane – ha detto- i processi comunicativi e gli stili di interazione qualificano i livelli di scambio di emozioni, esperienze e conoscenze. Nella nostra cultura i modelli stereotipati rendono vittime tanto le donne quanto gli uomini. Le prime sono maggiormente esposte al rischio di violenza per ragioni antropologiche, sociologiche e culturali. Il linguaggio riflette questo aspetti ed è da questo che dobbiamo partire per rappresentare in modo differente il fenomeno delle violenze”. L'importanza di una legislazione in materia l'ha sottolineata, in conclusione, il dott. Antonio Caricato, I dirigente Divisione Anticrimine della Ps. “L'entrata in vigore della legge sui comportamenti persecutori ci ha tolti dall'imbarazzo perchè in passato non avevano granchè da offrire alle vittime in termine di azioni concrete e misure di tutela. Il decreto di ammonimento è un provvedimento amministrativo che spesso, oggi, risolve a monte tanti problemi”. L'evento ha ottenuto il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Foggia, Con Fenal Puglia, Centro anti-mobbing Foggia, ed è valso 3 cfu agli avvocati che vi hanno preso parte iscritti all'Ordine degli Avvocati di Foggia.

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